75° Mostra del Cinema di Venezia. 

 

Si è conclusa sabato 8 settembre la 75esima edizione della Mostra del cinema di Venezia, che ogni anno attira con il suo ruggito centinaia di visitatori. 
Attori, registi, personaggi pubblici, celebrità, a volte qualche caso… raro, e soprattutto tanti giovani e meno giovani pieni di entusiasmo e anche di talento, proprio come chi li ha preceduti.

Ora gli occhi di tutti sono puntati sul vincitore del Leone d'Oro Alfonso Cuaròn per almeno due motivi: il primo è che fu il primo regista messicano a vincere un Oscar al miglior regista nel 2014, con il film Gravity. Sembrerebbe che non abbia nessuna intenzione di deludere le aspettative!
Il secondo e che, udite udite, si tratta di un film prodotto da Netflix, che per chi non lo sapesse (davvero?!?) é una famosa società americana di contenuti streaming on-demand, sbarcata anche in Italia nell’Ottobre 2015.
Al suo arrivo era stato etichettato come la tomba del cinema e promotore di un impoverimento culturale, forse per via della varietà di contenuti per il puro intrattenimento (ok, è vero, molte serie tv, film commerciali e b-c-d movie), o forse perché ci siamo fatti prendere dal panico osservando generazioni di giovanissimi trascorrere serate al grido di "Netflix and chill" (che, del resto, ha molto più appeal di "Netflix and reflecting on human existence...). Insomma, ci siamo sbagliati. Netflix produce film, e che film! 
Ancora non siete convinti? Basti e avanzi sapere che “Roma” di Cuaròn ha conquistato una giuria composta da: Guillermo Del Toro (presidente), regista, sceneggiatore e produttore messicano; dall’attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice Sylvia Chang; dall’attrice danese Trine Dyrholm; dal regista e sceneggiatore italiano Paolo Genovese; dalla regista polacca Malgorzata Szumowska; dall’attore, regista e produttore neozelandese Taika Waititi e dai celebri attori Cristoph Waltz e Naomi Watts.. 
Il terzo motivo (ah, avevamo detto due?), che più che altro è una constatazione, è per via del titolo dell’opera. Il pensiero vola spontaneo ad una delle pietre miliari nella storia del cinema italiano: "Roma" del grande Federico Fellini, vincitore del Golden Globe nel 1973.

A proposito di cult, il premio per la miglior canzone è stato assegnato alla colonna sonora del remake di un altro titolo da brividi.
Si tratta di "Suspiria", diretto dal maestro dell’horror Dario Argento, che usciva nelle sale nel 1977. 
“Suspiria” del 2018, diretto da Luca Guadagnino, conta su una colonna sonora scritta da Thom Yorke, frontman dei talentuosissimi Radiohead, evidentemente all’altezza della colonna sonora originale dei Goblin.

Mentre noi ci perdiamo nei bei tempi andati, gli esperti di glamour saranno occupati a redigere le pagelle di stile, e a Lady Gaga fischieranno le orecchie, vuoi perché ancora si parla dell’ arrivo in motoscafo alla Mostra del cinema o vuoi per l’incredibile abito sfoggiato sul red carpet interamente fatto di piume rosa.
Inusuale contrasto tra vecchio e nuovo, antico e moderno, è stata l’apparizione sul tappeto rosso di Albano Carrisi accanto al cant....atto... videomak... aspirante regista (questo lo sappiamo di sicuro, lo ha detto lui) Fabio Rovazzi. Che dire, decisamente parecchie novità per questa 75esima edizione, che tra apparizioni misteriose e abbastanza inspiegabili (cosa ci facevano il Ken umano e la De Lellis alla Mostra del Cinema?!) ha tenuto alto il valore della forma d’arte che, citando il grande Ingmar Bergman, è quella più capace di “scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima”.

 


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